VOGLIONO una scuola che NON RICONOSCE il lavoro dei docenti e dequalifica il servizio!
L’insegnante unico nelle elementari; la riduzione degli insegnati di sostegno in tutti gli ordini di scuole; l’aumento degli studenti per classe in tutti gli ordini; i completamenti cattedra oltre le 18 ore settimanali nelle scuole superiori renderanno più difficile il lavoro dell’insegnante, più bassa la sua qualità e abbasseranno ulteriormente la qualità del servizio formativo italiano.
VOGLIONO tagliare ANCORA i fondi!
Per risparmiare, per pareggiare il bilancio dello Stato entro il 2011 decine di migliaia di lavoratori (docenti e non docenti) saranno espulsi dalla scuola. Andranno ad accrescere l’esercito dei precari con le supplenze temporanee o le vendite telefoniche o attività molto diverse da quelle che avevano intrapreso dequalificando così la loro professionalità.
Tutto ciò produrrà una riduzione della qualità del servizio formativo e educativo della scuola!
L’Italia è uno dei paesi dell’Europa che investe meno nell’istruzione e nella cultura.
Questa è la scuola con i docenti meno pagati d’Europa con alti tassi di abbandono scolastico e uno scarso numero di laureati.
VOGLIONO PRIVATIZZARE il sapere!
La re-introduzione della maestra unica impoveresce la formazione, uccide il confronto tra insegnanti, introduce una competizione esasperata tra scuole e singoli docenti.
I giudizi sostituiti dai voti nella scuola dell’obbligo rappresentano l’ammissione dell’incapacità di riconoscere la delicata complessità del profilo personale e dell’esperienza del bambino e la convinzione che la qualità di un percorso formativo così importante si possa ridurre ad una quantità, un voto.
Il 5 di condotta è un provvedimento ridicolo e inutile: è molto improbabile incontrare uno studente con un buon rendimento scolastico che meriti cinque in condotta, insomma, uno studente può essere “normalmente respinto” con i soli voti relativi al profitto, nient’altro! I fenomeni di aggressività si fermano attraverso la messa in atto dei processi educativi che coinvolgano lo studente, la famiglia e il territorio.
"Per affrontare questi temi ci vogliono sensibilità culturale, volontà politica, investimenti e progettazione condivisa. Non c’è nulla di ciò nel progetto Gelmini".
Tutto questo è funzionale all’impoverimento della figura educativa dei docenti e attraverso la trasformazione degli Istituti scolastici in Fondazioni si propone di fatto la privatizzazione del sapere.
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Verbania