Compagni e compagne, amici e amiche,
vi scrivo per sottolineare un'esigenza politica che a me pare inderogabile: la costruzione di un coordinamento delle forze politiche della sinistra al fine di rafforzare l'opposizione e di contribuire ad una possibile uscita da sinistra dalla crisi.
Mi pare infatti evidente che la situazione attuale è caratterizzata da due elementi.
Da un lato un attacco pesantissimo del governo Berlusconi e della Confindustria che si intreccia con una crisi economica e finanziaria del capitalismo che peggiora drammaticamente le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone e apre rischi concreti di guerra tra i poveri.
Dall'altra il consolidarsi di una forte reazione sociale che avviatasi sul terreno della scuola e del movimento studentesco si sta estendendo al complesso del mondo del lavoro. In questo quadro va sottolineata la decisiva azione della Cgil e l'importanza strategica dello sciopero generale del 12 dicembre proclamato da Cgil e sindacati di base.
Sono fermamente convinto che da questa crisi strutturale è possibile uscirne a sinistra solo in virtù dell'efficacia dei movimenti di massa. Appare infatti chiaro che i soggetti in campo sono il governo e i poteri forti da un lato e il movimento di massa dall'altro e che l'opposizione parlamentare è incapace di determinare un qualsivoglia sbocco politico alla crisi.
Le forze politiche che dirigiamo operano ognuna positivamente sul terreno della costruzione dell'opposizione ma è palese la difficoltà a raggiungere una massa critica sufficiente in grado di determinare un salto di qualità nell'organizzazione del conflitto e nella sua qualificazione.
Vi propongo quindi di costruire un coordinamento al fine di favorire la costruzione di una vasta opposizione di sinistra nel paese, con l'obiettivo immediato di favorire la piena riuscita dello sciopero generale del 12 dicembre, da realizzarsi attraverso la costruzione di comitati in ogni città e la definizione di una vera e propria campagna politica. So bene che la costruzione di un coordinamento tra le forze politiche non risolve i problemi che abbiamo dinnanzi, ma rappresenta a mio parere, dopo la positiva esperienza dell'11 ottobre, un punto di passaggio obbligato. Si tratta di porsi l'obiettivo della costruzione di un movimento politico di massa per l'alternativa, che partendo dall'opposizione al governo Berlusconi e a Confindustria si ponga l'obiettivo di una uscita da sinistra dalla crisi economica e finanziaria, cioè dalla crisi del neoliberismo.
La necessità di collocarsi all'altezza del livello dello scontro che si è aperto credo debba guidare la nostra azione e la nostra riflessione e auspico pertanto che la mia proposta trovi la vostra condivisione.
A presto
paolo ferrero