giovedì 22 gennaio 2009

PENDOLARI: per gli investimenti sulla mobilità esistono quelli di serie A, serie B,serie Z

Sono 14 milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso le principali città - un processo derivante da un modello economico-sociale esploso negli ultimi due decenni e in rapida crescita. La stragrande maggioranza dei pendolari (il 70,2%) utilizza l’auto, anche se di questi, oltre il 69% farebbe volentieri a meno delle quattro ruote se avesse a disposizione un’alternativa valida di trasporto pubblico. A prendere il treno è così solo il 14,8% dei pendolari, ovvero 2 milioni di persone. Si tratta comunque di una quantità in crescita, anche se gli investimenti per il servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni: nella Finanziaria 2008 mancano all'appello almeno 400 milioni di euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno.
I treni sono spesso in ritardo, sporchi, sovraffollati e per i pendolari raggiungere le scuole, le università, i posti di lavoro, è una battaglia quotidiana. Nonostante le continue proteste, il potenziamento del trasporto ferroviario locale e regionale rimane un'esigenza non solo inascoltata ma addirittura, come sul nostro territorio, vengono costantemente tagliati i servizi e soppresse le fermate.
I finanziamenti più consistenti, per quanto riguarda la mobilità, vanno a strade ed autostrade, alle rotaie solo le briciole. Infatti, a fronte di un aumento crescente della domanda di trasporto pendolare (+ 14,5% tra il 2001 e il 2007 dati Censis) lo Stato nel 2008 riduce le risorse dell'8,5% rispetto al 2007 e non raggiunge neanche la somma di 1.215 milioni di euro che stanziò nel 2000. I finanziamenti, per di più, sono in gran parte concentrati sull’Alta Velocità, trasporto veloce per pochi che produce debiti a carico della collettività (44 i miliardi certificati, di recente, dalla Corte dei Conti).
A tutto questo si aggiunge la privatizzazione del servizio ferroviario che ha portato a una frammentazione delle competenze tra Società che spesso non interagiscono tra di loro creando problemi ed inefficienze da una parte, dall’altra, ovviamente, essendo società nate anche con lo scopo di fare profitti, tagliano i servizi poco produttivi e chiedono finanziamenti elevatissimi alle regioni per l’effettuazione dei servizi di competenza regionale, che sono ovviamente i servizi che interessano i pendolari.
Il 30 Gennaio sarà a Verbania l’Assessore Regionale ai Trasporti Daniele Borioli: si tratta di un’ occasione da non perdere per chiedere interventi urgenti per superare la crisi del trasporto ferroviario locale, ben sapendo comunque che per il nostro comparto la competenza maggiore è della Regione Lombardia, e confrontarsi sulle linee di azione che la Regione mette in campo sulla mobilità e sui trasporti.
Il problema principale però è quello di chiedere che vi sia un cambiamento di rotta. L'Italia ed il Piemonte hanno bisogno di un trasporto su rotaia efficiente, utile a combattere i mutamenti climatici; sono necessari nuovi treni per garantire a tutti i cittadini il diritto ad una mobilità libera e sostenibile.

Paola Barassi
Consigliera Regionale PRC