
La decisione dell'attuale governo di espellere dai LEA (livelli essenziali di assistenza) alcune prestazioni come la vaccinazione antipapillomavirus alle ragazze di 11/12 anni, o l'anestesia epidurale per le partorienti, senza contare che su questa strada mai si riconoscerà il diritto alla pillola Ru 486, è molto grave per più di un motivo.
Togliendo la gratuità e introducendo il vincolo della monetizzazione della prestazione, si crea di fatto un enorme discriminazione tra chi, avendone le possibilità economiche, se ne avvarrà comunque, e chi, meno abbiente,dovrà invece rinunciarci. In pratica si tornerà all Italia di serie A, di serie B e anche C, in nome di una americanizzazione di cui non sentivamo certo la mancanza. Ma attenzione, potremmo assistere a qualcosa di ancor più discriminatorio seppur mascherato: non solo ci saranno le Regioni che si opporranno a questo o a quel taglio, finanziando in proprio solo talune prestazioni. Addirittura gli Enti Locali praticheranno questa o quella deroga come, già annunciato dall Assessore Landi di Chiavenna del comune di Milano, ad esempio, che presenterà venerdì la sua proposta di delibera per garantire la vaccinazione gratuita contro il papilloma virus per le ragazze milanesi dai tredici ai diciott' anni. Di questo passo, avremo allora non 20,
ma 100 sistemi sanitari differenziati, in nome di un localismo che fa a pugni con la stessa idea
di un servizio sanitario nazionale.
E infine non possiamo nasconderci che il diritto alla salute delle donne,viene fortemente intaccato oltre che dai tagli sui LEA, anche attraverso le misure di ulteriore riduzione dei posti letto, quelle anti-precari che colpiranno parecchie operatrici dei consultori, il blocco del turnover, i tagli alla ricerca.Un insieme di norme che ci stanno portando indietro .
Troppo indietro.
Togliendo la gratuità e introducendo il vincolo della monetizzazione della prestazione, si crea di fatto un enorme discriminazione tra chi, avendone le possibilità economiche, se ne avvarrà comunque, e chi, meno abbiente,dovrà invece rinunciarci. In pratica si tornerà all Italia di serie A, di serie B e anche C, in nome di una americanizzazione di cui non sentivamo certo la mancanza. Ma attenzione, potremmo assistere a qualcosa di ancor più discriminatorio seppur mascherato: non solo ci saranno le Regioni che si opporranno a questo o a quel taglio, finanziando in proprio solo talune prestazioni. Addirittura gli Enti Locali praticheranno questa o quella deroga come, già annunciato dall Assessore Landi di Chiavenna del comune di Milano, ad esempio, che presenterà venerdì la sua proposta di delibera per garantire la vaccinazione gratuita contro il papilloma virus per le ragazze milanesi dai tredici ai diciott' anni. Di questo passo, avremo allora non 20,
ma 100 sistemi sanitari differenziati, in nome di un localismo che fa a pugni con la stessa idea
di un servizio sanitario nazionale.
E infine non possiamo nasconderci che il diritto alla salute delle donne,viene fortemente intaccato oltre che dai tagli sui LEA, anche attraverso le misure di ulteriore riduzione dei posti letto, quelle anti-precari che colpiranno parecchie operatrici dei consultori, il blocco del turnover, i tagli alla ricerca.Un insieme di norme che ci stanno portando indietro .
Troppo indietro.