giovedì 16 ottobre 2008

SCUOLA, Gelmini taglia le scuole di montagna, la Regione in controtendenza.


Il mondo della scuola si sta mobilitando contro il decreto Gelmini e il progetto di legge Aprea (dal nome della deputata Pdl, presidente della Commissione Cultura). I due testi, di cui il primo passato con la fiducia alla Camera, riportano la scuola indietro di molti anni. I principali punti critici sono il taglio di 87.000 docenti che porterà a classi super-affollate e all’abolizione di fatto del tempo pieno. Con il maestro unico infatti ci saranno pomeriggi a pagamento. Il taglio di migliaia di ATA (amministrativi, tecnici ed ausiliari) avrà come conseguenza minor sicurezza e vigilanza e una difficile gestione della macchina amministrativa.
Per gli insegnanti si punta all’eliminazione del contratto nazionale, concedendo aumenti di stipendi solo sulla base dei “punti” dati dal dirigente, saranno tagliate ore e verranno eliminate intere classi di concorso. Inoltre il pdl Aprea apre alla privatizzazione della scuola: i finanziamenti pubblici, in barba alla Costituzione, andranno sempre di più verso le private e il federalismo porterà alla regionalizzazione della scuola con conseguente disequità tra regione e regione.
Studenti, insegnati e genitori non sono certo stati a guardare. Venerdì 10 sono scesi in piazza: 300.000 mila in tutta Italia, a centinaia a Verbania. Da tempo nella nostra zona non si ricordava una partecipazione così alta ad una manifestazione per la scuola.
Ma i danni di Gelmini&co continuano con il decreto legge 154. All’interno delle disposizione urgenti per il contenimento di regolazioni contabili con le autonomia locali, in modo mascherato, si prevede infatti la riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate, con chiusura delle scuole con meno di 50 allievi ed accorpamento di quelle che non arrivano a 500 (300 se sono in montagna). La Presidente della Regione Bresso solleva subito il caso, il Presidente della Provincia Ravaioli parla di “ricaduta negativa di una norma del genere sul sistema scolastico del Vco”.
Nella nostra provincia i comuni con scuole di montagna sono 59 su 77. Il piano prevedrebbe la chiusura di 82 sedi su 179 (46,3%) e l’aggregazione di due istituti superiori (il “Pacle” e il “Dalla Chiesa” di Omegna) poiché sotto la soglia dei 300 alunni. Bastano questi dati per capire la gravità del decreto che intacca le peculiarità e le specificità delle scuole piccole e di montagna, presidi essenziali di coesione sociale e di identità del nostro territorio.
Le politiche regionali vanno in un’altra direzione. Per l’anno scolastico 2008-09 vengono riconfermati ed ampliati i contributi per le scuole di montagna: si tratta di un segnale di attenzione alle situazioni più disagiate e un invito a rendersi conto della gravità dei futuri provvedimenti governativi. Per il Vco sono stati stanziati, per la razionalizzazione delle situazione di pluriclasse, 76.230 euro e 63.362 per l’ampliamento dell’offerta formativa.

Paola Barassi


PS questo è l’elenco

Razionalizzazione delle situazione di pluriclasse
21.780 € per la CM Antigorio e Formazza, 10.890 per Valle Antrona e le stessa cifra per Monte Rosa, Cusio Mottarone, Alto Verbano e Valle Cannobina.

Ampliamento dell’offerta formativa5.000 € all’ istituto comprensivo di Crevoladossola, 4.950 all’IC di S.Maria Maggiore, 2.071 alla primaria di Trontano e la stessa cifra alla primaria di Cosasca, 2.660 alla primaria di Calice Quartero, 4.400 all’IC di Vogogna, 5.500 per all’IC di Ornavasso, 6.000 al I° circolo di Omegna, 5.000 al 2° circolo di Omegna, 5.000 all’IC di San Maurizio di Opaglio, 2.778 all’IC di Baveno, 4.200 alla media di Omegna, 5.000 all’IC di Stresa, 780 all’infanzia Verdi del 1° circolo di Verbania, 2.240 alla primaria di Oggebbio, 4.000 euro alla primaria di Premeno, 1712 all’IC di Cannobio