lunedì 17 novembre 2008

Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto e appello ai movimenti




CONDANNATI SOLO I PIU BASSI DI GRADO
«Nessuna giustizia per le vittime.A Genova Costituzione sospesa per la seconda volta.
Genova, 13 novembre 2008 -


«D'ora in poi i dirigenti di polizia che lasciano che i loro uomini spacchino la testa e la schiena a chi dorme tranquillamente hanno la certezza dell'impunità e la garanzia di una grande carriera.Ci sono le vittime, c'è una verità che più nessuno mette in discussione, quella notte vi fu una vera e propria mattanza cilena, ma non vi sono colpevoli: la patria del diritto, di Beccaria, diventa la patria dell'impunità. Da oggi in poi la sentenza stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine. I magistrati non hanno avuto il coraggio di rivendicare la loro autonomia dalla linea del governo: l'Avvocatura dello Stato, infatti, anzichè chiedere giustizia per le vittime, aveva chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati. Dopo la sentenza di questa sera e la totale assenza di scuse da parte dello Stato verso le vittime, la Diaz diventa una macchia indelebile nel nostro futuro.


Vittorio Agnoletto,
ex portavoce del Genoa Social Forum
SoS Diritti: le vittime Diaz fanno appello ai movimenti
A due giorni dalla sentenza, legali e parti civili chiamano alla mobilitazione

di Checchino Antonini

«C'ero io alla riunione in questura che ha dato il via a un'operazione sconsiderata?», si domanda Fazio Luigi, ex poliziotto, 56 anni, unico schiaffeggiatore della Pascoli condannato - a un mese - per un'irruzione che, per tutti gli altri suoi aspetti è stata definita dalla sentenza un «fatto che non costituisce reato». Misteri della Diaz, misteri di Stato. La Pascoli è la scuola di fronte a quella del massacro principale - 61 feriti gravissimi, 93 arresti illegali - quella dov'era il media centre del Genoa social forum: qui le furie blu staccarono la spina a Radio Gap, spaccarono i computer dei legali e portarono via le memorie. Trovarono un'eurodeputata del Prc, Luisa Morgantini, e combinarono poco rispetto a quello che i loro colleghi commettevano pochi metri oltre, dall'altra parte di via Battisti. Altri 88 giorni e si scoprirà perché anche quella somma di reati evidenti è stata cancellata dalla prima sezione del tribunale di Genova. Il Viminale, a mezzo stampa, fa sapere ai pm che considera inimmaginabile perfino l'idea che si possano indagare i suoi vertici. I pm ribattono con l'esortazione a leggere le 574 pagine di memoria prodotte dalla lunga requisitoria. Lì c'è la storia giudiziaria della notte cilena della Diaz che la sentenza - salutata da grida sdegnate del pubblico nell'aula bunker - ha ridotto a poco più di episodio di bullismo di un pugno di celerini e dall'inganno perpetrato da due poliziotti - che portarono dalla questura alla Diaz le molotov - ai danni degli arrestati e dei loro comandanti presenti nel cortile.