lunedì 17 novembre 2008

Giovani Comunisti, Comunicato Stampa sulla scuola

La riforma Gelmini, sta andando a colpire l'intero comparto scuola, ha provocato una mobilitazione che non si vedeva nel nostro Paese da molto tempo.La rivolta partita dalle università ha infiammato l'intero mondo scuola coinvolgendo studenti, insegnanti, genitori, in un'unica battaglia.Anche nella nostra provincia il mondo scolastico non è stato a guardare.Scioperi, autogestioni sono confluiti poi nella grande manifestazione del 30 ottobre che, nonostante il tempo avverso, ha visto scendere in piazza centinaia di manifestanti, che hanno scosso l'opinione pubblica di una provincia da troppo tempo apatica.Nonostante l'approvazione del decreto, e nonostante i ripetuti attacchi dei movimenti di estrema destra, spalleggiati dalla coalizione governativa, le mobilitazioni non sono cessate e non cesseranno, come dimostrano le continue occupazioni nelle università; anche nella nostra provincia gli atti di protesta organizzati dai movimenti non si fermeranno.Noi Gioveni Comunisti/e del VCO siamo e saremo parte attiva di questo movimento, e, visto il passo indietro del governo sulla riforma universitaria, sosteniamo che ora più che mai sia necessario concentrare le nostre forze in questa lotta. E' importante ribadire che noi come Giovani Comunisti/e non intendiamo metterci a capo del movimento, ma vogliamo collaborare alla pari con tutti i soggetti che si oppongono alle ingiustizie del governo Berlusconi, per rendere l'organizzazione del movimento più dinamica ed estesa possibile.Questo fatto ci pone di fronte a una grande sfida democratica nella quale un referendum non può essere una soluzione accettabile ai bisogni di questo movimento, perchè l'unica risposta possibile la si trova esprimendo ogni volta il proprio dissenso.In questa lotta, ognuno di noi, deve impegnare tutte le sue energie per aiutare i movimenti del mondo scuola e creare i presupposti fare finalmente aprire gli occhi al popolo italiano sui gravissimi attacchi che la Democrazia sta subendo nel nostro Paese, attacchi di cui la riforma della scuola e delle università non è che l'inquietante avanguardia.